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Ipospadia: cos’è e come si cura

Ipospadia: cos’è e come si cura

Allo stato embrionale gli organi genitali esterni possono svilupparsi in modo anomalo, tale da condurre a una malformazione, chiamata ipospadia. Rarissimi sono i casi in cui tale patologia riguardi le femmine, mentre si calcola che interessi 8 bambini su mille nati maschi. Questa malformazione si traduce in uno sviluppo incompleto dell’uretra, tale che il suo sbocco, ovvero il meato, non si trova all’apice del pene, ma in una zona ventrale o addirittura nel perineo. Pertanto, si rende necessario l’intervento chirurgico, non solo per ovvi motivi estetici ma anche per esigenze funzionali.

Cause e tipologie

L’ipospadia è causata da un’increzione anomala di testosterone nel momento in cui l’embrione sviluppa i genitali esterni, e da altri fattori esogeni, al momento ancora in fase di studio, come alcune malattie virali, le radiazioni ionizzanti, gli genti chimici, le carenze vitaminiche in gravidanza, la sofferenza fetale ipossica. Questa malformazione può essere classificata a seconda della gravità: per esempio, può portare ad errata attribuzione del sesso e problemi di minzione anche dolorosa, con tutte le difficoltà pratiche che è possibile immaginare e i disagi, non meno preoccupanti, sulla sfera psichica, tali da innescare stati d’ansia e depressione, fino alla difficoltà relazionale nella fase adolescenziale e adulta se non opportunamente curata. Proprio per questo, va corretta nei primi due anni di vita, cercando di intervenire chirurgicamente in un’unica seduta sia che i casi siano lievi che gravi. La tipologia più frequente e più facilmente curabile è nota come ipospadia anteriore, quando il meato si trova verso la punta del pene, mentre la ipospadia posteriore è forma più grave, quando il meato si trova alla base del pene, nello scroto o nella zona perineale.

Diagnosi ed intervento chirurgico

La diagnosi si avvale sia di un esame obiettivo da parte dello specialista, sia all’occorrenza di esami strumentali che analizzano anche le eventuali complicanze a carico dell’apparato urinario. Dal punto di vista morfologico l’intervento chirurgico deve consentire la correzione morfologica dei genitali, la ricostruzione del tratto uretrale mancante, in previsione del normale accrescimento e sviluppo completo dell’organo.

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Dott. Michele D'Amato

Chirurgo e Urologo Pediatrico

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