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ll dolore al ginocchio nei bambini: la malattia di Osgood-Schlatter

Il morbo di Osgood-Schalatter

Molto frequente nei bambini che fanno sport, la malattia di Osgood-Schlatter si manifesta tra gli 11 e i 15 anni nei maschi, tra i quali è più frequente, e tra gli 8 i 13 anni tra le femmine per le quali il processo di ossificazione dell’apofisi comincia prima. Prende il nome dall’ortopedico e dal chirurgo che per primi l’hanno descritta agli inizi del XX secolo, e si riscontra specialmente nei bambini che, impegnati nelle attività come atletica, pattinaggio, danza, basket o calcio, sollecitano ripetutamente il muscolo quadricipite prima che quella zona del ginocchio (la Tuberosità Tibiale Anteriore) abbia terminato la crescita.
Il problema è scatenato da microfratture cartilaginee e dalla conseguente infiammazione dovuta alle ripetute estensioni del ginocchio interessate dall’attività fisica. Il dolore si manifesta a livello del terzo inferiore del tendine, e talvolta si spande verso la rotula o la tibia, in seguito ai movimenti di flessione o di estensione del ginocchio.

Diagnosi, terapia e riabilitazione

Lo specialista può basarsi sui sintomi accusati dal paziente e sulla tumefazione a livello dell’apofisi tibiale per avanzare la diagnosi, ma spesso consiglia di sottoporsi a una radiografia per conoscere con più esattezza lo stadio di evoluzione della malattia e verificare la presenza o meno di altri malesseri del ginocchio.
Anche se nella maggior parte dei casi il bambino guarisce spontaneamente appena completata la sua crescita, la terapia prevede la sospensione delle attività fisiche per diverse settimane o alcuni mesi, a seconda dell’entità della malattia, ricorrendo alla crioterapia e a farmaci di tipo analgesico sia locali che sistemici. L’immobilizzazione del ginocchio tramite una ginocchiera gessata può essere consigliata per evitare che la zona sia sottoposta a stress. Il ricorso alla chirurgia resta comunque un’evenienza molto rara.
La riabilitazione prevede esercizi di rinforzo della muscolatura, ed in seguito è consentito praticare sport atraumatici come il nuoto e il ciclismo su strada pianeggiante.
Può accadere che la malattia lasci una protuberanza ossea al ginocchio che può essere dolorosa, e che in seguito può essere trattata chirurgicamente.
Ad ogni modo, prima di cominciare ogni tipo di attività fisica, i bambini devono imparare a fare stretching e a non saltare la fase di riscaldamento preliminare allo sport, sia prima che dopo l’attività fisica, proprio per prevenire questo malessere.

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Dott. Antonio San Martino

Ortopedico Traumatologo
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Dott.ssa Anna, Rita Fraccascia

Ortopedico Traumatologo

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