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Dislessia nei bambini: come intervenire

La dislessia colpisce circa l’8 – 10% dei bambini in età scolare, con una proporzione di 3 a 1 per i maschietti e si manifesta attraverso la difficoltà di apprendimento della lettura.
Spesso corrono il rischio di essere identificati come bambini pigri, svogliati e disattenti perché fanno fatica a imparare a leggere e non riescono a farlo speditamente, col rischio di non capire quello che leggono. Ma non si tratta di scarsa volontà o mancanza di concentrazione. Le bambine e i bambini dislessici, infatti, sono intelligenti al pari di tutti gli altri.

Cosa è e come si manifesta la dislessia

La dislessia evolutiva è un disturbo dello sviluppo neurobiologico che compromette la capacità di imparare a svolgere in maniera fluida, tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere: riconoscere le singole lettere, le sillabe o le parole, e associarle con i suoni corrispondenti.

Si manifesta con evidenti difficoltà di lettura spesso associate ad altre difficoltà, per esempio verbali, come associare termini appropriati o memorizzare parole nuove, con i numeri, in particolare nel calcolo mentale e nella memorizzazione delle tabelline, o nella scrittura (disortografia).
La dislessia è un disturbo congenito, presente sin dalla nascita, ma che si manifesta in maniera evidente in seconda-terza elementare. E’ bene ricordare però, che non tutti i bambini che inizialmente mostrano difficoltà nell’acquisire le basi della lettura sono dislessici. Molti recuperano spontaneamente le difficoltà iniziali e raggiungono in tempi abbastanza brevi livelli assolutamente normali di competenza.

E’ importante osservare e monitorare con particolare attenzione i bambini che dopo diversi mesi di scuola faticano ancora a riconoscere le lettere e attribuire loro i suoni corretti, o stentano a riconoscere i suoni iniziali e finali delle parole, a individuare somiglianze e differenze, per esempio manipolando i suoni nelle rime o nelle filastrocche.

Come si diagnostica la dislessia

Se si ha il dubbio che il proprio figlio sia dislessico, si deve consultare il pediatra e su sua richiesta rivolgersi alla Asl di appartenenza o a un centro specializzato. La diagnosi viene effettuata da un’equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatria infantile, psicologo e logopedista e la si fa alla fine della seconda elementare attraverso l’utilizzo di test standard.

Importante è non percepire la dislessia come qualcosa di cui vergognarsi, ma come uno dei tanti modi di essere, con i suoi aspetti positivi e negativi e con le sue inevitabili e innegabili fatiche. Non scoraggiarsi attivandosi tempestivamente è il modo migliore per definire i  bisogni e trovare le risorse più adeguate alle esigenze personali dei bambini.

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Dott.ssa Rossella D'Agnelli

Logopedista
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Poliambulatorio Pediatrico

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