Criptorchidismo: se il testicolo nel bambino non scende

Il termine criptorchidismo indica la mancata discesa di uno o, più raramente, di entrambi i testicoli nello scroto, ovvero nella sacca posizionata sotto il pene. In circa il 70-80 per cento dei casi il testicolo nascosto raggiunge in modo spontaneo la sua sede naturale entro la fine del primo anno di vita. Superato questo termine, invece, la discesa deve per lo più essere indotta tramite il ricorso a farmaci specifici (solitamente una cura a base di ormoni) o mediante un intervento chirurgico.

E’ un disturbo dell’apparato uro-genitale abbastanza frequente nella prima infanzia e colpisce spesso i bambini prematuri poiché il testicolo non si forma direttamente all’interno dello scroto ma vi arriva al termine di un processo di migrazione che, nella maggior parte dei casi, si conclude entro la fine dei nove mesi.

Le cause del criptorchidismo

Le cause che determinano il criptorchidismo non sono chiare. Gli studi hanno evidenziato tre principali fattori che sarebbero all’origine di questo fenomeno:

  • una forte componente ereditaria: più precisamente, in base ad alcune stime, la presenza di casi di criptorchidismo nei padri dei bambini colpiti risulterebbe corrispondere a circa il 15 per cento;
  • ostacoli di tipo anatomico come ad esempio un’ernia inguinale;
  • carenze ormonali dovute ad un’inadeguata concentrazione di gonadotropine o androgeni (ormoni maschili) che dovrebbero stimolare il processo.

Come si individua il criptorchidismo

L’anamnesi e un accurato controllo dei genitali attraverso la palpazione, solitamente sono sufficienti ad effettuare una diagnosi.  In alcuni casi conviene ricorrere all’ecografia (quando ad esempio la sede del testicolo risulta particolarmente alta) e più raramente ad una risonanza magnetica o una laparoscopia. Il medico, grazie agli opportuni controlli, potrà anche verificare che non si tratti di ectopia testicolare (quando il testicolo è posizionato in una sede anomala rispetto al normale percorso di discesa), di testicolo “mobile” o “retrattile” (in entrambi i casi si tratta di testicoli normalmente discesi nello scroto da cui però tendono talora a fuoriuscire) o di anorchia (l’assenza del testicolo congenita o acquisita).

Quando occorre intervenire

Se il bambino ha già superato l’anno di età, la discesa del testicolo viene in genere indotta tramite una cura ormonale a base di gonadotropina corionica umana (HCG), che stimola la produzione di testosterone proprio per favorire il processo di migrazione, o attraverso un intervento chirurgico da eseguirsi in regime di day hospital.
È importante intervenire quanto prima se la permanenza del testicolo in una sede anomala si protrae troppo a lungo rischiando infatti di causare dei danni.

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