Bambini ed esposizione al sole. Arriva l'estate!

Bambini ed esposizione al sole. Arriva l’estate!

Si dice che il sole bacia i bimbi belli, infatti i raggi solari sono salutari per ossa, pelle e umore. Ma attenzione alle scottature.

L’associazione visiva “sole – bambino” è un’immagine che tutti hanno ben presente nella propria mente. Riprende uno scenario gioioso e positivo, usato come soggetto del più semplice e primordiale disegno foglio e matita, fino alle più elaborate campagne pubblicitarie settorializzate per l’infanzia.
Un bambino al sole è senza dubbio un bambino felice, ma con l’arrivo dell’estate e le giornate al mare, è bene preservare il divertimento con le giuste precauzioni a livello di protezione ed esposizione.

I benefici del sole

Per una sana crescita in età infantile non c’è nulla di più consigliato che svolgere molta attività all’aria aperta.
La pelle, stimolata dal sole , sintetizza la vitamina D, utile a rafforzare le ossa e a favorire uno sviluppo adeguato, evitando quindi possibili casi di rachitismo. Giocare all’aperto risulta ancor più fondamentale se si considera che la vitamina D è presente solo in piccola parte in determinati alimenti, come latte, uova e olio di fegato di merluzzo.

Le ore più calde

Se si vuol trascorrere una giornata a mare con un bambino, è consigliabile arrivare in spiaggia molto presto, cosicché le prime ore possano essere sfruttate a pieno per il divertimento, senza grossi rischi dovuti all’esposizione solare diretta.
Dalle 11 in poi è bene che l’esposizione sia drasticamente ridotta, spingendo il bambino a svolgere attività all’ombra fino alle 16-17. Sono infatti queste le ore più calde, dove anche un’adeguata protezione potrebbe non bastare a seguito di una lunga esposizione senza pause.
In questi casi, vale sempre la vecchia regola dell’ombra: se l’ombra del proprio corpo è più corta del corpo stesso, vuol dire che il sole ha iniziato a picchiare.

Proteggersi dai raggi diretti

Soprattutto nei primi giorni, quando la pelle è ancora chiara, è raccomandabile schermare il corpo del bimbo con una crema solare in grado di proteggere l’epidermide dai raggi UVA e UVB.
Il grado di protezione consigliato è molto alto, tra i 30 e i 50. È opportuno spalmare la crema mezz’ora prima dell’esposizione diretta al sole, anche alle prime ore del mattino, rinnovando l’azione ogni due ore, in particolar modo se il bambino passa molte ore in acqua.
Il minutaggio trascorso al sole deve essere graduale, quindi meglio iniziare con poche ore di mare, per poi aumentare nei giorni a seguire pian piano finché l’abbronzatura non sarà in grado di supportare l’epidermide durante un’intera giornata in spiaggia.
Allo stesso modo è bene non trascurare l’esposizione degli occhi, premunendo il bimbo di visiera e occhiali da sole di ottima qualità per attenuare il contatto diretto con i raggi solari e preservare la retina.

Casi particolari

Queste regole vanno bene per la maggior parte dei casi, ma non sempre.
Quando si ha a che fare con un neonato l’attenzione diventa massima, in quanto è nettamente sconsigliata la diretta esposizione ai raggi UVA e UVB. Inoltre è indicato coprire il capo con un cappellino in cotone dotato di visiera per proteggere gli occhi, così come evitare di sostare in spiaggia nelle ore più calde, in quanto anche restando perennemente all’ombra, l’infante potrebbe soffrire il riverbero del sole.
Stesse precauzioni valgono per bambini decisamente di età maggiore, ma appartenenti a fototipi di tipo 1 o 2. Si tratta di ragazzini dalla pelle molto chiara e dai capelli rossi o biondi.
In questi casi è raccomandabile un’esposizione assai limitata e meglio se accompagnata da una maglietta in cotone bianca.
Ciò non vuol dire che questa categoria sia penalizzata e condannata a non assumere il giusto quantitativo di vitamina D, in verità anche all’ombra è possibile usufruire degli stessi benefici proventi dall’esposizione diretta.

Scottature

Nonostante i buoni propositi, spesso la noncuranza o la distrazione comportano una mancata protezione, causando scottature di diverso tipo.
La pelle arrossata a fine giornata evidenzia già un’ustione di primo grado, se invece si è di fronte a vescicole, è il caso di contattare un pediatra.
Le ustioni dovrebbero sempre essere prevenute, in quanto è ampiamente dimostrato il legame con tumori e melanomi in età adulta.
In caso di ustioni, anche di primo grado, è vietato esporre nuovamente il bambino al sole, ad esempio il giorno dopo. Le scottature vanno alleviate a casa con bagni in acqua tiepida e successivamente con l’applicazione di creme lenitive prima e idratanti poi.
In caso di vescicole invece saranno prescritte creme al cortisone, che ridurranno le scottature, così come le apprensioni della mamma, che la prossima volta sarà sicuramente più attenta.

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